martedì 15 maggio 2012

NEW ZELAND e dintorni: COME TUTTO EBBE INIZIO...


Appassionati lettori e viaggiatori incorreggibili,
da oggi la nuova sezione dedicata ed aggiornata da Damien NZ Ring.










  

UNA NOTIZIA INASPETTATA
Palermo Gennaio 2012
"Your request to return to Australia has been refused"...


Ci guardiamo, io e il buon Sergio, riportiamo gli occhi sullo schermo del pc, ma le parole sembrano non aver cambiato forma... La mia richiesta di tornare in Australia: rifiutata!...
"Ebbene, caro amico mio, ti auguro in bocca al lupo. Io non tornerò con te a Brisbane"...
Il messaggio era chiaro, lo stato d'animo pessimo. Attesi che mia moglie Silvia tornasse a casa, cenassimo (io col cuore in gola per il dispiacere e l'agonia dell'attesa), andassimo a distenderci a letto per guardare un film (ho detto film, maliziosi!), e lì, sotto le coperte, stretti in un abbraccio, le dissi la verità: "Silvia, ho una brutta notizia...".
Il seguito è facilmente immaginabile, e i risvolti deducibili dal titolo di questo articolo. Non si può può piangere sul latte versato (nè tanto meno sul disco versatile), così decidemmo di optare per quella che ci sembrava l'alternativa più affine, oltre che per il male minore. NUOVA ZELANDA SIA!!!

IL VIAGGIO
                                                                                                                                                                                       1 Maggio 2012
Sveglia alle 5 del mattino, ma notte praticamente insonne. Appuntamento verso le 6 in aeroporto con i compagni di viaggio Dario e Clara. Presenti al disgraziato evento, farcito di malinconici saluti, e accompagnato da singhiozzi spezza-cuore, solo i genitori di Silvia, mio padre e mio fratello (mia madre non ha avuto la forza di presentarsi in aeroporto per evitarmi la visione delle sue lacrime e non buttarmi giù), e una trentina tra parenti, amici, creditori e saltimbanco, della combriccola targata Dario e Clara.
Check-in: fatto.
Sovrappeso: pagato.
Preso tutto? Lo scopriremo solo all'arrivo, quando apriremo le valigie...
Bene, ci si dirige verso il controllo bagagli, e lì, ci tocca dare l'"estremo saluto" ai nostri cari, strabordanti raccomandazioni e lacrimoni...
Eppure, ce la si fa.
Ci allontaniamo mestamente (e un po' sollevati dall'esserci lasciati dietro quell'ondata di celeste nostalgia), e ci dirigiamo al gate per il volo AZ ecc.ecc. Palermo-Roma delle 7.30 antimeridiane. Una volta a destinazione, ci aspettano altre 10 ore di attesa, incredibilmente massacranti, vista la scomodità delle poltroncine dei caffè dove ci rifugiamo, in aeroporto, trascinando pesantissime valigie.
Fortunatamente, verso l'ora di pranzo, ci raggiungono altri amici e parenti, che essendo residenti in quel della capitale, sacrificano quello che sarebbe stato comunque un tristissimo primo Maggio, per coccolarci un po' prima del grande salto.

E' l'ora di cena, o quasi, e ci tocca fare il secondo check-in: quello Emirates.
Il nostro volo, delle 10 postmeridiane (22 per i profani), si prospetta lungo e terribilmente scomodo. Ma come dice il vecchio saggio: "se hai il culo di partire con Emirates, piuttosto che con AirChina, stai zitto e ringrazia Santa Rosalia!".
Emirates, per l'appunto, non è affatto male come compagnia. Anzi! Diciamoci la verità: insieme alla Cathay, è la migliore compagnia sulla quale si possa viaggiare in economy. Ci permette infatti di prenotare i posti a sedere con larghissimo anticipo, e di scegliere il menu, sia esso vegetariano, vegano, gluten free (che non significa "senza natiche"), piuttosto che "frutti di mare", o "piatto di frutta", o stile orientale, indiano, musulmano, e quantaltro che neanche a sforzarmi riesco a ricordare. Il cibo non è malaccio, di film e giochi ce n'è una quantità impressionante, a volte anche in italiano, e comunque sempre in inglese con sottotitoli di varia natura, genere, nomi, cose e città.
Appena dopo il decollo, comincia la sfilata di stewards e hostess che ci forniscono un panno inzuppato d'acqua bollente, da apporre su viso e mani, probabilmente intriso anche di qualche goccia di cloroformio, per indurre uno stato di relax accentuato... Dopo, ci fanno dono di una borsetta tascabile. Cosa al suo interno? Benda per gli occhi, spazzolino e dentifricio da viaggio, e calzini da aereo, qualora si avesse voglia di togliersi le scarpe e appoggiare estremità inferiori fetide e tumefatte (fatte di tuma) sui deliziosi sedili in stile Aeroplanò!

Il viaggio per Dubai è lungo (5 ore e 50 minuti) e piuttosto scomodo. Ci si sveglia di continuo a causa dell'effetto pendolo di Faucault che la nostra testa e il nostro collo sembrano voler sperimentare. Poi, come un lampo nel cielo di una notte di mezza stagione, vediamo delle file di sedili libere, e decidiamo di sparpagliarci qui e là, distendendoci per lungo, e ignorando quelle giunture tra i sedili che nel breve futuro avrebbero reso la nostra vita un vero inferno di sofferenze e dolori post-traumatici. Il viaggio però non è solo dolori, ma anche gioie. Gioie che non riesco a condividere perchè, scorta un'iridescente alba sul deserto degli Emirati Arabi, tento di svegliare la ciurma, che sottilmente mi manda a quell'emirato! Così, me la godo da solo, e ringrazio madre natura per aver creato i finestrini degli aeromobili!

Atterrati a Dubai, cominciamo a vagare come zombie di Romero per le infinite gallerie duty free dell'aeroporto. Tra oasi, auto di lusso, statue, cammelli di bronzo, oggettistica da quattro soldi, ma anche caffetterie, fast food e tabaccai che vendono stecche di sigarette a prezzi irrisori, si narra addirittura di un distributore di lingotti d'oro, che però noi non vediamo da nessuna parte. L'aeroporto di Dubai è tanto bello quanto moderno. Dalle enormi vetrate sui lati dei tapis roulant che trasportano senza sosta e senza sforzo viaggiatori ai quattro angoli del terminal, si scorgono sagome di grattacieli senza cognizione di costo. Tra i tanti, si scorge anche il Burj Khalifa, edificio che conta 636 metri d'altezza al suo tetto, ma che tocca gli 828 con la sua mastodontica antenna!!! E' molto distante, ma la differenza d'altezza rispetto agli altri edifici del centro di Dubai, non lascia adito a dubbi...

Ci trasciniamo fino ad un caffè, e dopo una colazione a base di cornetti, ci dirigiamo al gate di nostro interesse, stramazzando su qualche poltroncina, in attesa di quello che sarebbe stato un viaggio-suicidio di 14 ore circa per Melbourne, del quale preferisco non ricordare le scomodità e gli stenti, per poi cambiare aeromobile che ci condurrà ad Auckland, dopo altre 3 ore e mezzo circa. Ovviamente, essendo anche noi dei banalissimi esseri umani, le ultime ore ci sembrano le più lunghe in assoluto...

L'AVVISTAMENTO

E' mattino inoltrato, e dalla distanza (come si suole dire in gergo post-Colombiano) si scorge terra. Non una terra qualsiasi, come quella indiana, o di Siena, ma quella neozelandese!!! Porca miseria! Siamo nel punto più distante in assoluto nel pianeta, rispetto all'Italia, e il viaggio è proprio volato!!! (ma chi ci crede???).
Ce l'abbiamo fatta. L'entusiasmo affievolisce la stanchezza, e ci provochiamo fratture multiple al setto nasale spingendoci vicendevolmente contro i finestrini per guardare lo spettacolo che ci si prospetta dinnanzi, e sottanzi!

Isole, penisole, lagune, golfi, campi da golf, barche a vela, casette a schiera, villete con piscine, secche e fosse oceaniche... insomma, that's Auckland! Scorgiamo la city coi suoi grattacieli, ma non è lei la protagonista: la città è immensa, e talmente verde da sembrare una foresta tempestata di abitazioni. Io perdo liquami dalla bocca aperta e storta per lo stupore.
Atterriamo. Stavolta ce l'abbiamo davvero fatta...


IL DIARIO


Non sono davvero convinto che qualcuno voglia leggere questa storia slash diario. Dunque, fate pervenire commenti di sorta, e saprò se continuare a scrivere baggianate, o se andare a distendermi a letto a leggere il Trono di spade di Martin...

See ya soon!!!



P.s. Vorrei ringraziare FREEMIND Doc per avermi concesso con entusiasmo la possibilità di raccontarmi attraverso questa esperienza neozelandese, utilizzando le pagine di questo blog.






2 commenti:

  1. Io! Io voglio leggere! :D
    Ho sentito tutte le emozioni di questo viaggio, una ad una...continua a scrivere. Aspetto la prossima puntata! :)

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    1. Sappi che probabilmente nessuno avrà la pazienza che ho avuto io di fare l'accesso con l'account google (per chi ce l'ha, se no va fatto), iscriversi al blog, inserire lettere che ti spuntano a casaccio, per "assicurare che non sei un robot"...ed infine pubblicare il commento. Ciò non toglie che è bello leggere, quindi non fare la checca scrivendo cose del genere:
      "Non sono davvero convinto che qualcuno voglia leggere questa storia slash diario. Dunque, fate pervenire commenti di sorta, e saprò se continuare a scrivere baggianate, o se andare a distendermi a letto a leggere il Trono di spade di Martin..."
      (io intanto mi fumo la zia Mariannina! :D )

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